La vite è costituita da un corpo cilindrico, in genere leggermente conico, e da una testa dotata di un intaglio centrale. Il gambo, nelle normali viti da legno, è per 2/5 liscio mentre la parte estrema è dotata di filettatura. Alcune viti hanno una filettatura che va dalla punta alla testa: sono le viti autofilettanti. Le teste delle viti si distinguono a seconda della loro forma. Le più comuni sono tre: a testa fresata, a goccia di sego e arrotondata.
La testa fresata è la più comune in quanto può essere facilmente incassata nel legno serrando fortemente la vite o praticando una svasatura apposita. La testa a goccia di sego sporge dalla superficie: la si usa in genere per fissare al legno degli accessori metallici. La testa arrotondata o semiarrotondata si impiega per collegare elementi metallici alla struttura in legno in quanto la testa rimane per forza a vista.
Sulla testa delle viti è praticata una scanalatura diritta o a croce per realizzare un sicuro accoppiamento con la punta del cacciavite. L'intaglio normale è quello diritto: questo intaglio, però, non è pratico quando si utilizza un avvitatore elettrico perché la punta tende a scivolare dalla testa della vite. Conviene, allora, utilizzare le viti con l'intaglio a croce. Si tratta appunto di un incasso a forma di croce, nel quale la punta del cacciavite (sempre a croce) trova un alloggiamento molto più stabile: è quindi più facile utilizzare un avvitatore elettrico. Esistono anche le viti con intaglio combinato (diritto e a croce) che possono ricevere entrambi i tipi di cacciavite.
La lunghezza del gambo delle viti varia dai 5 mm a 150 mm, ma ne esistono di speciali, piccolissime. Le viti si individuano con due misure espresse in millimetri: il diametro del gambo per la lunghezza totale (per esempio, 4x45 mm; 6x70 mm, ecc.). La stessa lunghezza esiste per diametri differenti e lo stesso diametro si presenta in differenti lunghezze. La struttura del gambo è nettamente diversa, come si è detto, a seconda che le viti siano normali o autofilettanti. Le prime, per essere avvitate, hanno bisogno di un foro d'avvio (soprattutto nei legni duri) e, quando vengono svitate e ricollocate, tendono a perdere parte della loro tenuta. Le viti autofilettanti (come già accennato) hanno tutto il gambo filettato e la filettatura è più distanziata. Si avvitano nel legno senza bisogno di foro d'avvio e, se vengono tolte e riavvitate, non perdono la loro buona tenuta. L'acciaio è il metallo più usato per la realizzazione delle viti, ma esistono anche viti in bronzo, ottone, lega zincata e anche in materiale plastico.
Lo stelo del cacciavite può essere cilindrico, a sezione quadra o anche esagonale. Questo ultimo tipo può essere serrato con una chiave o una pinza per aumentare la forza di torsione. La lunghezza può variare da 60 a 5000 mm, ma in genere è compresa fra i 180 e i 3000 mm. Le punte sono piatte, larghe da 3 a 18 mm, ma se ne possono trovare anche di altre misure. Particolarmente utili sono i cacciavite pluriuso che rappresentano un tentativo di ottenere un attrezzo unico in grado di poter essere utilizzato per molti tipi di viti. Ve ne sono di modelli diversi; il più diffuso ha, nell'impugnatura, un piccolo mandrino che accetta steli con diversi tipi di punta, che possono essere contenuti nell'interno del manico.
Il cacciavite a cricchetto è un cacciavite di uso generale il cui stelo è montato sull'impugnatura mediante un cricchetto, che consente di farla girare indietro, senza dover togliere dall'intaglio la punta, che non modifica la propria posizione e permette di lavorare con poca fatica.
L'avvitatore è un attrezzo motorizzato (in tutto simile al trapano) il cui mandrino è in grado di afferrare speciali inserti d'acciaio sagomati come le punte di un cacciavite. Vi sono inserti a punta piatta e a croce, di vari diametri. Azionando il motore l'inserto è in grado di avvitare rapidamente e senza alcuna fatica viti anche lunghe e grosse su legni duri e resistenti. La forza di serraggio deve essere regolata preventivamente agendo su di un apposito comando altrimenti si rischia (data la potenza dell'attrezzo) di incassare eccessivamente la vite nel legno. Un altro comando permette di far ruotare il mandrino in senso antiorario eseguendo, così, veloci svitamenti. Sono in commercio numerosi modelli di avvitatori, anche a batteria. Questi ultimi sono particolarmente pratici in quanto non hanno il filo di collegamento con la presa elettrica e lasciano una completa libertà di azione.
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