11 progetti che riflettono sui nuovi modi di abitare ed esplorano la nuova forza della decorazione
L’edizione di gennaio 2023 di Maison & Objet non è stata – e non ha voluto essere – quella del “ritorno alla normalità”, una narrazione ormai stantia che ha bisogno di essere contrastata dalla ricerca di nuovi formati, nuovi progetti, nuove idee e nuovi modi di raccontarle.
Cambia così la disposizione dei padiglioni, si aggiornano i nomi (dei 2.200 espositori molti sono alla loro prima volta), e si modifica anche la scala di valori con la quale giornalisti, addetti ai lavori e pubblico valutano i progetti: la ricerca formale passa in secondo piano per lasciare spazio allo studio dei materiali e delle modalità d’uso di arredi e complementi; allo stesso tempo la decorazione assume un nuovo ruolo culturale, soprattutto quando attinge a tecniche antiche o esplora le potenzialità estetiche di tecnologie nuove.
Alle novità si aggiungono inediti formati digitali di Maison&Objet, che lancia un servizio di BtoB Eshop (powered by MOM), offrendo in white label la creazione di siti web dedicati alle transazioni B2B, accessibili sui siti web dei marchi. Nel corso dell’anno, all'eshop si aggiungeranno la funzionalità marketplace sulla piattaforma MOM e la possibilità, per marchi e visitatori, di prendere digitalmente gli ordini in fiera.
Tornando alla sfera del progetto, ecco la nostra selezione delle novità più interessanti presentate durante l’edizione di gennaio 2023 di Maison&Objet.
Studio Natural riflette sul tema dello smartworking e progetta per Martinelli Luce Avro, una lampada da sospensione a luce diretta e diffusa che si interroga sui nuovi modi di abitare e risponde integrando nuove funzioni: pensata per illuminare un piano di lavoro – dal tavolo della sala da pranzo alla scrivania di un ufficio –, Avro si completa con una presa di corrente collocata nella parte inferiore del suo diffusore. La struttura in alluminio verniciato – disponibile nei colori arancio, azzurro, bianco e nero – dalle curve che ammiccano agli anni '50 trova il suo partner perfetto nelle multiprese realizzate dallo studio svedese Avolt.
Continua il progetto di Maison Matisse di dedicare ogni nuova collezione a un’opera di Henri Matisse. Questa volta l’ispirazione è il dipinto del 1950 Les Mille et Une Nuits, che è servito come ispirazione al designer francese Guillaume Delvigne per dare corpo a una serie di oggetti per lo spazio di lavoro moderno.
Il sughero diventa l’elemento da plasmare come se fosse tagliato con le forbici, in un gioco di positivi e negativi sottolineato da campiture cromatiche che riprende i toni vividi del dipinto originale e ne riecheggia le forme: l'ovale sulla destra diventa un vassoio, un portamonete e il piano di uno sgabello; la forma rotonda blu a sinistra nella tridimensionalità si trasforma in un portamatite. Lo spirito di Matisse si ritrova nella composizione degli oggetti: alcuni si incastrano, come la tazza e il vassoio organizer; altri, come i ripiani, possono essere installati in multipli e capovolti per comporre una libreria.
Industrial design e arte, patrimonio multiculturale e autoproduzione sono i temi indagati dal collettivo francese Hall Haus, che a Maison & Objet 2023 presenta Olympic Palabre, una reinterpretazione della Palabre Chair diffusa in Africa (Paese d’origine dei quattro designer Abdoulaye Niang, Sammy Bernoussi, Zakari Boukhari e Teddy Sanches) che riprende l’estetica della panchina Pour Ceux, pensata nel 2022 per contrapporre al design ostile un arredo urbano ampio e senza ostacoli, destinato al comfort di tutti. Il pattern in acciaio tagliato al laser si ispira alla torcia olimpica dei giochi di Londra 2012, con la speranza che questa famiglia di arredi possa essere scelta per il villaggio olimpico di Parigi 2024.
Antonio Aricò firma per Seletti Magna Graecia, una famiglia di oggetti decorativi in terracotta ispirati agli stilemi dell'architettura greca, ma anche a quegli arredi da giardino diffusi soprattutto nell’Italia meridionale. “La terracotta è un materiale apparentemente molto povero, ma con cui si possono fare magie” spiega Aricò. “Sono affascinato dal suo colore ‘nudo’ e dall’imperfezione naturale dei suoi spessori, qualità che mi hanno spinto a creare una famiglia di oggetti che potesse parlare di artigianalità e allo stesso tempo raccontare di storie passionali attraverso l’interpretazione delle decorazioni magnogreche”.
A pezzi più funzionali, come i vasi da appoggio o da muro, la brocca e i posaceneri, si accompagnano altri squisitamente decorativi come i “bronzi”, ispirati alle famose sculture di Riace, i vasi a forma di testa maschile e femminile ispirati alle ceramiche di Caltagirone, la coppa e l’anfora con decorazioni di battaglie e di scene d’amore o i busti Man e Poppea.
Tra le novità più interessanti di M&O c’è la presenza di The House of Lyria, realtà tessile di Prato che si è fatta conoscere dal grande pubblico con l’allestimento Journey into a dream pensato per Alcova durante la scorsa design week di Milano. A Parigi il brand fondato da Riccardo Bruni porta una collezione di cuscini decorativi e plaid che rimanda ai tessuti berberi con un’estetica che esalta la bellezza dell’imperfezione e del vissuto, creata con finissaggi morbidi e filati naturali. Ma soprattutto porta un progetto di divulgazione della cultura tessile italiana, fatta di abilità artigiane e di ricerca continua, di creatività e di passione. Una nota a parte la merita la capsule collection Cartagine, 81 cuscini in edizione limitata cuciti a mano, realizzati da una cooperativa tunisina lavorando gli scarti di tessuto: dopo aver tagliato la stoffa in nastri, gli artigiani e le artigiane li annodano abilmente tra loro a formare un filo, che viene poi tessuto a mano con spole artigianali.
Il lavoro di Marta Armengol è esposto nell’ambito del progetto Rising Talents, dedicato quest’anno ai nomi emergenti del design spagnolo. La creativa maiorchina presenta My Shame in Soft, una collezione di mobili associati al movimento e al corpo che potremmo ascrivere al divano-letto e al paravento-tatami. Realizzati con tessuti di cotone e lino imbottiti in cotone riciclato, sughero naturale e lana, sono oggetti che incoraggiano la calma e il relax, con forme che invitano l'utente a interagire, modificando le loro forme e le loro posizioni e combinandoli tra loro.
Selezionato da Maison & Objet nell’ambito di“Talent so French”, Cédric Breisacher presenta il suo progetto di ricerca nell’ambito del cippato e delle sue possibilità di utilizzo, dal quale è nata la famiglia di oggetti I’m Not Wasted. Per realizzarli Breisacher ha miscelato le scaglie di legno con un legante organico a base di amido di patate, ottenendo una pasta modellabile in modo simile alla ceramica. Il tavolino I'm Not Wasted, in particolare, integra nella sua forma i tre stati della materia che il ciclo di vita del legno può offrire: il legno al suo stadio naturale del manico, il massello lavorato della base e il cippato di scarto con il quale è stato realizzato il piano.
Nell’ambito dell’installazione danese “Circularity in Action”, ideata da Laurence Carr, l’azienda Skovshoved Møbelfabrik & Co presenta la sua riedizione del daybed OGK Savbriks, progettato da Ole Gjerløv-Knudsen nel 1962. L’idea è arrivata quando suo figlio ha preso un raffreddore prima di partire per il suo primo viaggio in campeggio: una soluzione pratica per evitare che il ragazzino dormisse per terra. Oggi il daybed viene venduto insieme a una borsa di lino con tracolla, facile da trasportare. Con un po’ di pratica può essere montato in due minuti e utilizzato per molti scopi diversi: per prendere il sole, in campeggio o come letto per gli ospiti quando arrivano amici e parenti. Realizzato senza viti né parti metalliche, per assemblare la struttura in faccio non trattato utilizza la corda di sisal.
A Maison&Objet 2023 BettiSatti porta il suo DNA: lavorare con rispetto i materiali tipici del territorio toscano applicando un linguaggio contemporaneo per realizzare accessori e complementi d'arredo per la cucina.
L’ultima aggiunta alla collezione Isoipsa – composta da utensili per l'uso quotidiano realizzati prevalentemente in legno, marmo e acciaio inox – è la lampada Marmilla, composta da una solida base in marmo bianco di Carrara, un leggero stelo in acciaio e un paralume sospeso ancora in marmo, le cui venature vengono esaltate dal fascio luminoso che si proietta al suo interno.
Dopo la laurea alla Central Saint Martins il designer Matias Moellenbach ha fondato il proprio marchio indipendente, attraverso il quale produce arredi in stretta collaborazione con gli artigiani danesi. Il brand partecipa all’installazione “Circularity in Action” con diversi prodotti, tra i quali Veneer Trestle Table, un tavolo le cui gambe sono state sviluppate attraverso una sperimentazione con l'impiallacciatura e la sua possibilità di assumere una doppia curvatura senza rompersi.
Sempre nell’ambito dei Rising Talents a Maison&Objet di gennaio espone il proprio lavoro lo studio di Madrid Tornasol Studio. Tra i progetti in mostra c’è anche Kanuani, una collezione di lampade in maglia creata dalla cofondatrice di Tornasol Studio, Inés Llasera, in collaborazione con la textile designer messicana Inés Quezada.
La collezione, il cui nome significa “fiorire” in messicano, emula i pattern di alcune piante endemiche di questo territorio come il cactus, l’agave, il mais, la guanabana, il cacao e il peperoncino, trasformati in leementi formali come linee, punti e semicerchi. L’intento è quello di dare forma a piccoli idoli domestici che rappresentano la ricchezza e diversità del territorio messicano.